FREGENE

Nessun Imperatore romano ci ha costruito la sua splendida villa, nessun Papa ci ha eretto un meraviglioso palazzo circondato da altrettanto meravigliosi giardini, nessun grande artista del Rinascimento vi ha lasciato la testimonianza del suo genio, non c’è nessun centro storico da visitare. Sebbene la sua origine è antichissima – sembra che durante e dopo la guerra di Troia in questa zona siano sbarcati nuclei dell’antichissimo popolo dei Frigi – Fregene, al contrario degli altri centri del litorale romano, non vanta una storia secolare. Probabilmente il fatto che le zone limitrofe per secoli siano state malsane e inospitali a causa di vaste paludi oggetto di una radicale bonifica durante il Fascismo ha impedito che il “Lidus Dianae” (l’antico nome di Fregene) diventasse un centro importante. Per secoli, a partire dalla prima metà del 600, Fregene è stata la sua pineta impiantata da Papa Clemente IX –alla fine un Papa non manca mai- per difendere la proprietà terriera della famiglia dai venti fortissimi che spiravano dal mare Alla fine dell’impresa –notevole visti i mezzi del tempo – la pineta occupava un’estensione di ben quattro chilometri
La storia della Fregene attuale comincia nel 1920 quando vengono costruiti i primi villini a ridosso della pineta usate come casa per le vacanze di ricche famiglie romane. Questa connotazione iniziale di centro turistico d’elite non ha mai abbondanato Fregene considerata, in antitesi ad Ostia(l’altra spiaggia dei Romani),
la spiaggia elegante e un po snob della capitale Questa vocazione ha conosciuto il suo apice nel cosiddetto “Villaggio dei Pescatori” che sorge sul litorale Nord di Fregene. L’origine del nome di questa parte della cittadina deriva dalle capanne in paglia che pescatori provenienti da altre zone del Lazio cominciarono a costruirvi per trascorrervi la stagione della pesca a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. Queste capanne, tutte costruite direttamente sulla spiaggia, pian piano cominciarono a trasformarsi in piccole dimore in muratura; attorno agli anni cinquanta un gruppo di intellettuali italiani tra cui molti uomini di cinema scelsero questa zona come luogo di incontro per i weekend e per l’estate dove soggiornare al riparo dal caos e dalla mondanità della grande città. Federico Fellini, Ennio Flaiano che con il grande regista scrisse molte dei suoi film, Marcello Mastroianni (ancor oggi la sua casa è abitata da una delle compagne del grande attore), per citare solo i più famosi elessero il “Villaggio” a sorta di buen retiro dove riposarsi e, al tempo stesso, trovare l’inspirazione per il proprio lavoro.Questi ospiti “esclusivi” per molti anni hanno preservato il villaggio dalla speculazione edilizia impedendo anche che la spiaggia venisse occupata dagli stabilimenti balneari che sorgono su tutte le spiaggie italiane. Dagli anni settanta in poi anche il Villaggio –così semplicemente lo chiamano coloro che lo amano- non è stato risparmiato dall’edilizia intensiva ed oggi appare come un’agglomerato disordinato di ville e villette alcuni delle quali, nonostante tutto, abitate da Vip come, ad esempio, le sorelle Fendi. E i pescatori che hanno dato il nome a questa parte di Fregene che fine hanno fatto? Alcune famiglie che hanno resistito alla tentazione di aprire ristoranti sulla spiaggia (ovviamente per Vip) o di affittare o vendere a prezzi da Manhattan le proprie abitazioni ancora praticano la pesca; la mattina presto sulla spiaggia è possibile incontrare Armando che è il decano degli ultimi pescatori del “Villaggio” e comprare da lui del pesce appena pescato. Per chi ama il windsurf proprio sulla spiaggia del Villaggio è sorto in questi ultimi anni un club frequentato da giovani italiani amanti di questo sport dove si respira un’aria da bar caraibico.Se non volete sfigurare preccupatevi “solo” di esibire un fisico da “Baywatch”…!
Fregene un luogo lontano dalla storia di Roma dove conoscere “the italian way of life” in vacanza.