Un Piccolo “Monumento” romano


Un tempo Roma ne era piena: ogni quartiere ne aveva in abbondanza e costituivano una specie di riferimento topografico quando ci si trovava a dover dare spiegazioni su come raggiungere questa o quella strada. In anni non lontanissimi in molte famiglie romane c’era l’usanza di rifornirsi d’acqua a queste piccole colonne di ghisa da cui ancor oggi sgorga una linfa particolarmente fresca e dissetante oltrechè essere batteriologicamente purissima. Parliamo delle “fontanelle” romane che hanno un curioso soprannome; in dialetto romanesco esse vengono chiamate “nasoni” facendo riferimento alla cannella da cui sgorga l’acqua che ricorda, per l’appunto, la forma di un naso particolarmente pronunciato. Per molti anni questo semplice oggetto era parte integrante dell’arredo urbano della città. Come abbiamo già detto serviva come riferimento topografico tanto che a volte si ignorava il nome della strada e la si identificava semplicemente come “quella dove c’è la fontanella”e molteplici aspetti della vita di tutti i giorni ruotavano attorno a questo curioso oggetto: infatti spesso l’acqua che si beveva durante il pranzo o la cena proveniva appunto dalla “mitica” fontanella sottocasa dove i membri della famiglia, a turno, si recavano per riempire la bottiglia –compito normalmente riservato ai bambini-. Per i più giovani il nasone con la sua acqua sempre fresca perché sempre corrente rappresentava la possibilità di dissetarsi tra una partitella di pallone e l’altra senza dover tornare a casa; era una fonte di gioco grazie al “passatempo” di schizzare i passanti; sostituiva in qualche caso il garage di casa e serviva quindi per fare lo “shampoo” alla propria macchina: nelle giornate di caldo afoso serviva anche per ristorare il cane di casa e, in anni in cui c’era penuria idrica negli appartamenti i più anziani ricordano le lunghe file per approviggionarsi di acqua. I nasoni, comparsi a Roma negli anni trenta (a quell’epoca erano in marmo) stanno quasi sparendo dal panorama della città nonostante la loro acqua sia la migliore che si possa bere a Roma: certo non sono espressione del genio di uno dei tanti artisti che hanno lavorato e creato nella città eterna ma, senza dubbio, sono un caratteristico testimone della vita di tutti i giorni di una delle più antiche città del mondo.